Alternative Futures: cinque mondi per lo stesso gioco
Crisi, Stabilità, Progresso, Discontinuità e Incognito applicati al tuo cliente, non al “mercato” in astratto.
I tuoi scenari assomigliano tutti al presente?
Quando un’organizzazione sperimenta lo Scenario Planning per la prima volta, di solito ne esce un lavoro prevedibile. Una giornata di lavoro, 3 scenari, ognuno con un nome e uno storytelling accattivante. Il tutto presentato anche bene.
Con entusiasmo.
Poi, passa qualche giorno, e qualcuno si accorge che:
in uno scenario il mercato cresce linearmente;
in un altro c’è un po’ di stagnazione;
in un altro ancora c’è qualche scossone.
Ma, visti con un po’ di distanza, sono tutte variazioni dello stesso presente.
Non c’è nessuna vera crisi contro cui il sistema si infrange. Nessuno contempla una discontinuità forte che cambia le regole del gioco. Nessuno ha immaginato futuri folli, senza più regole note, dove nessuno sa più nemmeno bene che gioco sta giocando.
Gli scenari costruiti sono tutti “ragionevoli”, i futuri scomodi hanno fatto la fine della polvere sotto il tappeto.
Il metodo degli Alternative Futures serve proprio a questo: a immaginare mondi radicalmente diversi, mantenendo però fisso il protagonista del gioco.
Il caso: una startup ed il futuro della formazione
Il caso che immaginiamo oggi è quello di SkillWave e della sua piattaforma di formazione digitale per PMI industriali.
Fatturato 1,2M€, crescita 70% anno su anno.
Clienti: aziende manifatturiere tra i 50 e i 300 dipendenti.
Prodotto: corsi online per tecnici e capi reparto, con abbonamento annuale.
Per anni SkillWave ha ragionato sul futuro così: “Il mercato della formazione crescerà del X%, entreranno Y competitor, il digitale sostituirà un po’ di aula, l’AI renderà i contenuti più personalizzati…”.
Tutte proiezioni lineari, tutte centrate sul “mercato della formazione” in astratto.
Quando iniziano a fare Scenario Planning in modo serio, fanno un passo in più: costruiscono 3–4 scenari narrativi.
Ma nessuno scenario contempla davvero un mondo in cui i clienti non hanno più bisogno di loro.
A un certo punto decidono di cambiare prospettiva. Non partono più dal “mercato formazione”. Partono da una persona concreta: Laura, HR Director, azienda manifatturiera, 250 dipendenti.
Laura ha bisogno di garantire formazione continua al team tecnico senza far esplodere il budget e senza fermare la produzione.
Il gioco non è più “vendere corsi”. Il gioco è: “Come Laura riesce a ottenere questo risultato, in ogni possibile contesto?”.
SkillWave si dedica 2 ore di workshop e applica i 5 Alternative Futures a Laura.
I 5 archetipi: Crisi, Stabilità, Progresso, Discontinuità, Incognito
Gli archetipi sono pattern ricorrenti con cui i futuri tendono a organizzarsi.
Invece di inventare scenari da zero, si usano questi cinque modelli:
Crisi = il sistema attuale va in difficoltà profonda o collassa. Tagli, fallimenti, contrazioni violente.
Stabilità - il sistema regge, cambia poco. Aggiustamenti marginali, logiche di gioco simili a quelle di oggi.
Progresso - il sistema migliora gradualmente. Più efficienza, qualità, tecnologia, ma senza strappi.
Discontinuità - succede uno “strappo”: una tecnologia, un modello o un attore cambia le regole del gioco.
Incognito - il futuro diventa opaco. Emergenze, strutture e logiche che oggi non sappiamo nemmeno descrivere bene.
Il gioco è semplice ma potente: lasciamo invariati persona e risultato, ma cambiamo cosa succede nel mondo intorno.
Come cambia il mondo di Laura nei cinque futuri
1. Crisi: il mercato si restringe, la formazione salta
Cosa succede al sistema
Recessione forte, shock energetici o geopolitici.
Le aziende tagliano tutto ciò che non è percepito come essenziale.
La spesa in formazione esterna crolla del 50–70%.
Il mondo di Laura
Il budget formazione viene quasi azzerato.
Non può più permettersi fornitori come SkillWave.
È costretta a organizzare formazione interna, improvvisata, con poca struttura.
Chi vince
Piattaforme gratuite o quasi.
Toolkit essenziali “fai da te”.
Chi perde
Provider premium a subscription rigida.
Modelli con costi fissi alti lato fornitore.
Cosa dovrebbe fare SkillWave in un mondo“in Crisi”:
Avere pronto un pacchetto “survival”: libreria di contenuti minimi vitali + guide pratiche per HR su come erogare micro‑formazione interna.
Offrire formule pay‑per‑use molto leggere invece di abbonamenti rigidi.
Avere un piano di riduzione costi e di focalizzazione se la Crisi dura oltre 12–18 mesi.
2. Stabilità: più o meno come oggi
Cosa succede al sistema
Economia debole ma non in collasso.
Le aziende continuano a comprare formazione esterna come oggi.
Non ci sono grandi salti tecnologici o normativi.
Il mondo di Laura
Continua a usare fornitori esterni.
Sceglie in base a prezzo, qualità, relazione, fiducia.
Chi vince
Player già posizionati con buon brand.
Chi migliora il prodotto un po’ ogni anno.
Chi perde
Chi scommette su discontinuità che non arrivano.
Chi non cura la relazione con figure come Laura.
Cosa dovrebbe fare SkillWave in un mondo “Stabile”:
Ottimizzare il core (qualità dei contenuti, UX della piattaforma, supporto clienti..)..
Lavorare su retention e up‑sell, non solo su nuova acquisizione.
Rafforzare relazione diretta con gli HR Director: check periodici, ascolto, piccoli aggiustamenti continui.
3. Progresso: stesso gioco, ma un po’ meglio
Cosa succede al sistema
La formazione diventa più digitale, integrata e misurabile.
L’AI entra gradualmente a supporto (raccomandazioni, adattamento percorsi).
Aumenta la pressione per dimostrare il ROI della formazione.
Il mondo di Laura
Vuole capire cosa funziona davvero.
Chiede dashboard chiare, KPI, collegamenti tra training e performance operative.
Chi vince
Fornitori che integrano AI, analytics, personalizzazione.
Chi mostra numeri credibili sull’impatto.
Chi perde
Cataloghi statici “prendi e usa”.
Offerte senza misurazione seria.
Cosa dovrebbe fare SkillWave in un mondo “in Progresso”:
Investire in analytics robusti: non solo “ore fruite”, ma indicatori più vicini ai risultati (errori ridotti, minor tempo di onboarding, ecc.).
Offrire a Laura un cruscotto HR che collega formazione e KPI di reparto (spoiler: parleremo più avanti degli early warning indicators).
Integrare la piattaforma con i sistemi HR già presenti in azienda.
4. Discontinuità: lo strappo dell’AI
Cosa succede al sistema
L’AI generativa permette alle aziende di creare contenuti formativi decenti in poche ore.
Nascono AI tutor sempre attivi, personalizzati per ogni dipendente.
Molte aziende iniziano a produrre internamente i propri corsi con strumenti low‑code/no‑code.
Il mondo di Laura
Può creare corsi base internamente, con AI + esperti interni.
Il problema non è più “non ho contenuti”, ma:
come gestisco la qualità?
come evito duplicazioni?
come costruisco percorsi coerenti nel tempo?
Chi vince
Chi aiuta a orchestrare l’uso dell’AI, non chi produce contenuto generico.
Chi offre struttura, governance, standard e certificazioni.
Chi perde
Provider centrati solo sulla produzione di corsi.
Cataloghi generalisti che l’AI può replicare.
Cosa dovrebbe fare SkillWave in un mondo “in Discontinuità”
Spostarsi da “produciamo corsi” a “ti aiutiamo a usare l’AI in modo sensato per la formazione”.
Offrire:
linee guida per l’uso interno dell’AI in azienda,
template di curricula, percorsi, standard di qualità,
una community tra HR e Learning Manager per condividere buone pratiche e librerie.
Vendere meno “contenuto” e più regia del sistema di apprendimento, in coerenza con l’idea che gli scenari servono a edificare alleanze nel presente.
5. Incognito: AI commodity, lavoro umano come controllo qualità
Cosa succede al sistema
Le AI che certificano le competenze diventano una commodity: tutti le usano, costano pochissimo e sono integrate ovunque.
La maggior parte del lavoro operativo viene svolta da sistemi automatici e robot; il lavoro umano si sposta quasi solo su:
controllo qualità del lavoro dei robot,
gestione delle eccezioni,
decisioni di alto livello.
I “corsi” tradizionali perdono centralità: le competenze vengono aggiornate in tempo reale dalle piattaforme che osservano il lavoro svolto da umani e macchine.
Il mondo di Laura
Non progetta più piani formativi nel senso classico., ma deve:
governare un sistema di AI di certificazione e robot operativi,
controllare che le certificazioni automatiche siano affidabili,
verificare che i robot lavorino entro soglie di qualità accettabili,
decidere quando serve ancora intervento umano formativo vero.
Il suo problema non è “come insegno X ai tecnici”, ma: come garantisco che il sistema uomo/AI/robot resti affidabile, sicuro e allineato agli obiettivi aziendali.
Chi vince
Attori che aiutano l’azienda a:
definire standard di qualità per il lavoro dei robot,
impostare policy e soglie di controllo sulle certificazioni AI,
gestire i casi in cui serve ancora apprendimento umano profondo.
Chi ha costruito fiducia e autorevolezza come guida nel governare questi sistemi, non solo nel fornire contenuti.
Chi perde
Provider che vendono solo corsi a catalogo.
Chi ha legato il proprio valore a formati tradizionali (aula, e‑learning statico) senza ripensare il proprio ruolo nel nuovo mix uomo/AI/robot.
Cosa dovrebbe fare SkillWave in un mondo “Incognito”
Posizionarsi come partner di governance del sistema di apprendimento e qualità:
servizi di audit sulle certificazioni AI,
linee guida per il controllo qualità del lavoro dei robot,
supporto a Laura nel decidere quando serve ancora training umano vero.
Mantenere una struttura leggera e flessibile: una parte con focusi su ciò che dà risultati oggi, una parte dedicata a esplorare nuovi ruoli nel sistema uomo/AI/robot.
Non investire pesantemente in contenuti statici, ma in:
framework decisionali per HR e Operations,
community di pratica tra chi gestisce questi sistemi,
strumenti per tradurre segnali deboli sul cambiamento del lavoro in scelte strategiche.
A cosa ti serve allora il metodo Alternative Futures?
Applicare i 5 modelli ad una stessa persona ti permette di:
Scoprire i punti di rottura del tuo modello attuale:
in quali mondi il tuo business si rompe?
Identificare mosse no‑regret:
quali azioni hanno senso in 4 mondi su 5?
Decidere dove serve una vera opzione strategica:
dove investire (poco) oggi per avere la possibilità di muoversi in un mondo specifico domani.
Mettere nero su bianco piani di contingenza estremi:
cosa fai se entra una Crisi pesante?,
cosa fai se arriva una Discontinuità che disintegra il tuo vantaggio attuale?
Il tutto sempre in ottica Barbell Strategy: il 60/70% delle risorse va investito su ciò che funziona oggi e il 20–30% su futuri possibili.
In questo modo distribuiamo le scommesse senza dover “indovinare” quale futuro si realizzerà.
Cosa fare da domani mattina
Scegli un solo protagonista (uno specifico cliente chiave, non “il mercato”).
Dedica 2/3 ore con il tuo team a scrivere i cinque mondi:
Crisi
Stabilità
Progresso
Discontinuità
Incognito
Poi prendi la tua strategia attuale e chiediti, senza sconti:
in quanti di questi mondi ha ancora senso?
dove ti serve un’opzione?
dove ti manca completamente un piano?
Ma prima di partire a testa bassa, poniti la domanda delle domande: tra Crisi, Stabilità, Progresso, Discontinuità e Incognito, dove è l’angolo cieco della tua strategia?
